sabato 31 marzo 2012

Brioche con lievito madre


Brioches artigianali con lievito madre
a lunga lievitazione, senza impastatrice
e la mia collaborazione con Molino Rosignoli
Anche per me è arrivato il momento di sentirmi un po' mamma, avere il mio piccolo da accudire, dedicandogli il mio tempo, assicurarmi che lui continui a crescere... si lui o lei, non ho ancora trovato un nome adatto, dicono che di solito anche lui meriti di avere un nome, ci vorrà del tempo forse, ma io ne sono già molto affezionata! A dirla tutta, mi è stato dato in dono, anche se avrei tanto voluto crearlo io sin dall'inizio e ci proverò. Di cosa parlo? Ma di Lui O Lei: il lievito o pasta madre! Cosa avevate pensato? Molti/e di voi lo conosceranno già e come me ne saranno perdutamente innamorati, il profumo dato agli impasti, la morbidezza e la leggerezza che solo lui riesce a regalare, per non parlare poi della digeribilità e durata! Annusare queste brioches appena cotte mi ha riportato indietro nel tempo. Ricordi di quando, alta appena come un nanetto paffuto e guaciotte rosa, me ne stavo in attesa di fronte un grandissimo forno a pietra con un legnetto in mano, indossavo il mio maglione verde di lana e chiedevo continuamente quanto tempo mancasse per sfornare il pane. Il legnetto mi sarebbe servito per reggere la ciambellina bollente appena sfornata, un ottimo metodo per non scottare le mie piccole mani. Profumo di legna che brucia e pane che si cuoce lentamente. Le signore del pane, vicine di casa della mia nonna che vive in Calabria, le chiamavano le "cugliureglie", non sono sicura di averlo scritto bene, ma si tratta di panini, con lievito madre a ciambellina o forma di pesciolino che di solito realizzavano per i bambini, nulla a che vedere con la classica "cudduredda" siciliana, che è una cosa differente. Attendevo la mia "cugliureglia" come fosse il cibo più buono al mondo e lo era. Stessa cosa quando mia nonna realizzava le brioches nel periodo pasquale e lì, a Pardesca, il paese di mia madre, prendono il nome di "guti". L'impasto viene realizzato come una volta, con la forza delle braccia, senza l'ausilio di planetarie o impastatrici(se solo nominassi qualcosa di simile di fronte mia nonna, mi guarderebbe sbigottita chiedendomi cosa significhi, quasi come se l'avessi insultata, quindi mai nominare aggeggi sconosciuti di fronte la mia cara nonna, che tra l'altro predilige il linguaggio dialettale!). E' con questo spirito di semplicità e naturalezza che mi sono lanciata nell'avventura di accudire il piccolo lievito madre che ha bisogno di rinfreschi settimanali per tenerlo "in vita" ed è con lo stesso spirito d'avventura e sfida con me stessa che ho deciso di realizzare l'impasto a mano. Ormai tutti possiedono una planetaria o impastatrice, che in cucina aiutano tantissimo, gli impasti lievitati incorporano aria a sufficienza e tanta sofficità dopo la cottura. Io non la possiedo ancora, ma questo non mi ferma dal provare l'impasto brioche con lievito madre, ci vuole molta pazienza e un pizzico di forza fisica, bisognerà impastare per circa 30-35 minuti, far lievitare a lungo, ma ne sarà valsa la pena. La soddisfazione di aver ottenuto un soffice impasto, naturale e dal profumo unico e antico, vi riempirà di gioia. La cosa più bella è svegliarsi al mattino presto, cuocere le brioches dopo la lunga lievitazione notturna e sentirne il profumo vanigliato che si sparge in tutta la casa. Le mie brioches sono in versione mini, mi divertiva l'idea di creare delle piccole tenerezze, una coccola per colazione... 



Ingredienti:
- 250g di farina manitoba Molino Rosignoli
- 250g di lievito madre
- 75g di zucchero
- 80g di burro
- 10g di sale
- 300ml di latte a temperatura ambiente
- 10g di miele d'acacia biologico (io Sarchio)
- 2 uova fresche bio (+ 1 per spennellare la superficie)
- un pizzico di semi di vaniglia (o scorza di limone grattugiata)

Sciogliere la pasta madre nel latte leggermente intiepidito ma non caldo. In una capiente ciotola versare le farine a fontana, poi lo zucchero, il sale, vaniglia, miele, burro ammorbidito, fare un buco al centro e versare a filo il lievito con il latte, poco per volta e iniziare ad impastare con le mani. Aggiungere le uova precedentemente battute, continuare ad impastare e continuare con il latte e lievito. Impastare con costanza per circa 30-35 minuti. L'impasto diventerà liscio e ben elastico. Formare un panetto e mettere a lievitare per circa 5 ore in una ciotola capiente coperta da pellicola ed un panno di cotone. Tenere l'impasto in un luogo tiepido, al riparo da umidità. Appena vedrete che il volume sarà raddoppiato (potrebbe essere necessario anche un'ora in più del previsto,abbiate pazienza) prendete l'impasto e formate le vostre brioches, treccine o ciò che preferite, disponetele distanziate in una teglia con carta forno e lasciatele lievitare per altre 4 o 5 ore. Trascorso il tempo, spennellate la superficie con un uovo battuto e infornate a 180' preriscaldato per circa 15 minuti, appena diventeranno dorate. Servite calde o tiepide. Sono ottime farcite con crema di nocciole e cioccolato o marmellate. 



Come annunciato nel titolo, è iniziata la mia collaborazione con il Molino Rosignoli, ho iniziato subito a provare le farine fornite da questa azienda, ognuna con diverse caratteristiche, ce ne sarebbe molto da parlare sulle farine, ognuna ha una percentuale diversa di proteine che la rende adatta a determinati tipi di impasti. Le ho trovate valide e di ottima qualità, pertanto ne vado soddisfatta e sono felice di consigliarle anche a voi che leggete il mio blog.








La mia colazione questa mattina ha il profumo di brioches appena sfornata, il sole illumina il mio balcone, l'aria è primaverile, gli uccellini cinguettano felici e mi sento in pace con il Mondo: io, la mia mini brioches e la tazza di tè verde al gelsomino.


Vi ho già annunciato che sono in arrivo le ricette salate, vi svelerò tutto poco per volta: le nuove collaborazioni, le nuove idee...seguitemi e lo scoprirete!

A presto,

Virginia

giovedì 29 marzo 2012

Violette candite



Rubrica: In cucina con dolcezza e fiori
Violette candite


Pochi giorni fa avevo detto che quella sarebbe stata l'ultima ricetta per chiudere momentaneamente la rubrica sui fiori, ma esistono le sorprese, gli imprevisti piacevoli, proprio come questa nuova ricetta: Violette candite, rare, belle, colorate e delicatamente zuccherate. Da anni speravo di poterne assaggiare una, non sono facili da trovare in vendita, ma chiunque abbia avuto la fortuna di trovarle in vendita sarà a conoscenza del loro costo parecchio elevato, mi sembra chiaro, sono una piccola rarità! Ho avuto la fortuna di riceverne in regalo, direttamente dal suo giardino, con l'onore di raccoglierle in prima persona, dalla mia cara amica Clorinda. Ero emozionatissima, finalmente avrei potuto realizzare in casa e in modo del tutto naturale questi prelibati fiori canditi. Esistono varie tecniche per candire i fiori, ma io ho preferito in assoluto la versione realizzata con albume e zucchero. Navigando sul web ho scoperto che quelle in vendita, non sono poi del tutto naturalissime, viene utilizzato del colorante viola per colorare lo zucchero e l'aggiunta di essenza di violetta. Esistono procedure sia lunghe che brevi, ma in entrambi i casi sappiate che dovrete armarvi di molta pazienza perché i petali sono delicatissimi e vanno maneggiati con molta cura.


Ingredienti:
- 40 violette appena raccolte
- zucchero semolato q.b.
- 1 albume d'uovo
Lavate le violette e lasciatele asciugare. Battete leggermente l'albume, cercando di non far formare la schiuma ed immergete tutta la violetta delicatamente, facendo scivolare via l'albume in eccesso. Ricoprite di zucchero semolato cercando di far mantenere la forma alla violetta, quest'operazione è molto delicata, quindi fate attenzione. Disponete le violette ad asciugare su carta forno, in ambiente asciutto e ventilato e attendete 24 ore circa, si asciugheranno e diventeranno ben solide e croccantine! 



Consigli dolci:
Appena pronte, le vostre violette si conserveranno a lungo, anche per qualche anno, chiuse in una scatola di latta. Utilizzatele per guarnire i vostri dolci o semplicemente da gustare come fossero caramelle, accompagnandole ad un tè. Non vedo l'ora di decorare il prossimo dolce.


Siete pronti a scoprire le prossime ricette?


A presto,


Virginia

martedì 27 marzo 2012

Cupcakes alla rosa

Rubrica: In cucina con dolcezza e fiori
Cupcakes alla rosa
La primavera è già arrivata, inizio a sentirne gli odori nell'aria, le giornate più calde e luminose, i cambiamenti e le bellissime notizie. Vorrei subito condividere con tutti voi che con tanto affetto mi avete votata e annuncio subito la mia partecipazione al programma Attenti al Cuoco su Alice tv, canale 416 di Sky, con gioia e tantissima felicità! E' stata una sorpresa, non avrei mai pensato di riuscire a passare questo casting, per me è stato un semplice tentativo e sono felicissima di esser stata scelta, quindi un GRAZIE IMMENSO va a tutti i coloro che mi hanno votata, ma anche alla redazione che ha contribuito nella scelta! Presto vi fornirò notizie più dettagliate, tra pochi giorni sarò a Roma e non vedo l'ora. Spero che l'emozione non giochi brutti scherzi, ma so già che sarà una simpaticissima esperienza, male che vada ci faremo tutti una bellissima risata, mi piace prendermi in giro! La mia ricetta continuerà ad essere in votazione, quindi se vi va, continuate a sostenermi continuando a votare, attualmente mi trovate ancora in quarta pagina, per votarmi potrete cliccare qui oppure su quello strano banner nella parte destra del mio blog (mi è un po' antipatica la foto del mio viso esposta in quel modo, ma è l'immagine di riconoscimento per accedere alle votazioni, quindi cerco di sopportarla per il momento!)
Adesso passiamo ai cupcakes alla rosa, ancora una ricetta con i fiori e poi si passerà ad una serie di ricette salate, interrompendo momentaneamente questa rubrica e iniziandone un'altra! Vi parlerò presto delle mie nuove collaborazioni, attualmente sto testando dei prodotti ottimi e presto vi farò vedere come poterli utilizzare in svariate ricette.


Ingredienti per circa 12 cupcakes medio-piccoli:
- 350g di farina
- 150g di burro
- 180g di zucchero
- 2 uova medie
- 220ml circa di latte
- 1 bustina di lievito
- 1 pizzico di sale
- vaniglia
Iniziare montando burro, zucchero, vaniglia ed un pizzico di sale. Aggiungere le uova e mescolare delicatamente, incorporare la farina e lievito, alternando con il latte.Se volete intensificare l'odore di rosa,aggiungete mezzo cucchiaino nell'impasto, oppure solo per aromatizzare la glassa. Infornare a 180' per circa 25-30 minuti, in un apposito stampo da muffins.


Per il frosting:
Realizzare una glassa reale  con 1 albume e 250g di zucchero a velo, montare per 5 minuti e aggiungere 5 gocce di succo di limone, infine aromatizzate con  mezzo cucchiaino di estratto di rosa e se volete colorarla aggiungete un pizzico di colorante in polvere o in gel a vostro piacere. Decorate la superficie dei vostri tortini, la glassa dopo qualche ora tenderà ad asciugarsi, diventando simile ad una meringa, friabile in superficie e morbida dentro. Si possono decorare con zuccherini o semplicemente con dei piccoli boccioli di rosa essiccati.


Alle prossime ricette...


Virginia










mercoledì 21 marzo 2012

Confettura alla rosa



Rubrica: In cucina con dolcezza e fiori
Confettura alla rosa 
Una pioggia di petali rosa, capace di rallegrare anche il giorno più grigio. Era vuoto quel giardino che poche settimane fa sembrava essere il luogo confortante più bello sulla terra. Il vento irregolare ha portato alla luce le radici arricciate, stanche, sepolte dal terriccio marrone scuro, come il cacao appena polverizzato. Servirà dell'acqua a reidratare, dissetare lentamente ciò che il vento ha modificato, scoperto e quasi lacerato. Speranza e fiducia nella guarigione di eventi che ormai stagnanti si tramutano in ciò che più spaventa. Un piccolo squarcio da ricucire, non con aghi e fili colorati, ma petali rosa. Una pioggia sottile, lenta e leggera di petali rosa.
Ho racchiuso una pioggia di petali di rosa dentro un barattolo, che appena aperto potrà spargere dolcezza e amore a chiunque sia pronto ad accoglierlo, senza volere nulla in cambio.


Ingredienti:
- 250g di petali di rose profumate (non trattate)
- 500g di zucchero
- 1 limone
- 6dl di acqua
- 1/2 mela


Lavare e asciugare i petali. Tritarli in un mixer grossolanamente  , ad una velocità media, cercando di non fare scaldare le lame. Unire ai petali 200g di zucchero ed il succo di un limone. Fare scaldare in un tegame dal fondo spesso lo zucchero restante con l'acqua e far bollire un paio di minuti, versare il composto di petali e zucchero, aggiungere la mela a fettine (la mela contiene pectina naturale, quindi aiuterà l'addensamento della confettura, verrà tolta quando la confettura sarà pronta), mescolare e cuocere fino a quando la confettura velerà il cucchiaio. Appena pronta, ancora bollente, introdurre all'interno di contenitori in vetro precedentemente sterilizzati, chiudere il coperchio e far raffreddare capovolto, così si formerà il sottovuoto e potrete conservarla per circa un anno.



Vi auguro un Mondo di dolcezza e infiniti barattoli di comprensione per qualsiasi cosa bella o brutta possa accadere nella vita, con la speranza di riuscire a reagire sempre con bontà d'animo e nel cuore, senza farsi contagiare da rabbia e sentimenti negativi che inducono ad agire in modi deleteri per se stessi e per gli altri.


Virginia

giovedì 15 marzo 2012

Meringhe alla lavanda



Rubrica: In cucina con dolcezza e fiori
Meringhe alla lavanda
Il viola, in tutte le sue tonalità è il mio colore preferito,in particolare il chiaro e rilassante color lavanda. Oggi vi propongo delle tenerezze, per restare sempre in tema floreale, che hanno ancora come ingrediente caratterizzante la mia amatissima lavanda. Sarà la di primavera, sarà che in questi giorni questo colore mi coccola come fosse un fiore di cotone morbido che accarezza il viso, è questa la sensazione di benessere che riesce a trasmettermi, trovo abbia qualcosa di magico in se, l'energia che un colore o tanti colori possano trasmettere.  Un paio di giorni prima ho preparato un barattolo di zucchero integrale biologico Sarchio nel quale ho inserito un cucchiaino di fiori secchi biologici di lavanda. Chiuso il barattolo, basterà attendere un paio di giorni e lo zucchero prenderà l'aroma della lavanda in modo molto naturale, potrete fare lo stesso quando vi avanzeranno delle bacche di vaniglia ormai private dai semi, lo zucchero diventerà vanigliato! Ho preferito non esagerare con il colorante, non amo molto i coloranti, ma in alcuni casi bisogna ammettere che diventano quasi indispensabili per poter colorare glasse, pasta di zucchero, eleganti macarons... Voi aggiungetene un pizzico, se lo gradite, ma va benissimo anche senza. Mi piace osservare la forma della meringa, seppur con qualche piccola crepa, trovo il suo aspetto sempre così sognante e in stato di perenne meditazione, già, perché sembra che lei sogni, la meringa intendo, così leggera... Si crederà mica una nuvola? Mi auguro non si dia troppe arie!


Ingredienti:
- 4 albumi invecchiati di 3 o 4 giorni
- 100g di zucchero di canna Sarchio profumato alla lavanda
- 100g di zucchero semolato fine
- 1 puntina di colorante in gel viola
- 1/2 cucchiaino di succo di limone
- 1 pizzico di sale


Il procedimento è molto semplice: 
Iniziate a montare gli albumi con il pizzico di sale, appena inizieranno ad essere un po' montati, incorporate poco per volta i due zuccheri ( passate al mixer lo zucchero di canna per renderlo più fine ed eliminate eventuali fiori di lavanda, lo zucchero dovrà avere solo l'aroma , ma i fiori interi dovranno essere tolti altrimenti il profumo e gusto della lavanda coprirà il gusto delicato della meringa ) e dopo il limone continuando a montare fin quando gli albumi saranno molto sodi e formeranno dei ciuffi stabili (il cosiddetto "becco") e infine aggiungete poco colorante in gel, fino ad ottenere un color lavanda delicato. Inserite il composto in una sacca da pasticcere e pian piano formate le vostre meringhe su una teglia ricoperta di carta forno. Infornate a 120' per i primi 10-15 minuti e poi continuate a far cuocere a 100' per un'ora circa, dipenderà dai vostri forni, siate pazienti e controllate che le meringhe non si brucino. Lasciatele raffreddare in forno, continueranno ad asciugarsi per bene. 
Se invece desiderate preparare le meringhe classiche, cliccate qui per la ricetta.


Un dolce consiglio:
L'aroma di lavanda sarà delicatissimo, poco persistente, ma molto piacevole, potrete unire le due meringhe con una ganache al cioccolato fondente o semplicemente il cioccolato che preferite, come a formare dei baci di dama. L'abbinamento cioccolato e meringhe lo trovo un delizioso piccolo piacere da concedersi a qualsiasi ora...


Non vedo l'ora di parlarvi della prossima ricetta!
Continuate a seguirmi, vi do un piccolo indizio:
Si parlerà ancora di rose e petali profumati.








Con questa dolce e semplice ricetta, sono felice di partecipare al contest di Note di cioccolato!





A presto,


Virginia

martedì 13 marzo 2012

Liquore alla rosa - Rosolio alla rosa



Rubrica: in cucina con dolcezza e fiori
Liquore alla rosa o Rosolio


Si continua con ricette floreali, fresche profumate, come le rose biologiche che ho utilizzato per preparare questo liquore alle rose. Delicato e profumato, adatto ad esser sorseggiato dopo pasto come si fa con un comune rosolio, oppure come ingrediente per i dolci. Amo i fiori: la lavanda e le rose si prestano bene a preparazioni dolci, regalando tutta la loro essenza profumata donando carattere alla ricetta. Se desiderate preparare un liquore è importante sapere che vi servirà molto tempo di anticipo prima di poterlo gustare, quindi siate pazienti ed eseguite questa ricetta in pieno relax. Il mio l'ho preparato lo scorso anno con delle profumatissime rose rosse e rosa biologiche di maggio che mi sono state regalate da una signora dolcissima che le coltiva nel suo giardino e non posso che esserne felice. Di solito il liquore diventa migliore se è "invecchiato". Procuratevi delle rose profumate non trattate, alcol puro, zucchero, acqua e potrete realizzare un ottimo liquore al profumo di rose.


Ingredienti:
- 1L di alcol puro
- 1L di acqua
- 800g di zucchero semolato
- 450 o 400g  di petali di rose profumate, non trattate


Dopo aver lavato e asciugato i petali, metterli a macerare in un contenitore capiente a chiusura ermetica immersi nell'alcol. Dovranno stare al buio e per circa 40 giorni, anche un mese. Il profumo e colore delle rose verrà trasferito all'alcol. Trascorso questo tempo, preparare uno sciroppo con acqua e zucchero, far bollire per un paio di minuti, lasciar raffreddare e unire l'alcol con i petali allo sciroppo. Travasare in una bottiglia di vetro e dopo 30 giorni filtrare. A questo punto il liquore sarà pronto per essere gustato. Se vorrete farlo invecchiare ulteriormente custoditelo al buio in una credenza. Dopo un anno o due sarà ancora più gustoso! Potrete servirlo come un normale rosolio, utilizzarlo per i vostri dolci e per creare dei buonissimi cocktail!


Una merenda leggerissima
Dopo il romanticismo delle rose, si passa alla merenda, la mia merenda. Vi avevo già parlato della mia collaborazione con Sarchio, azienda molto attenta alla qualità degli alimenti,  che si occupa di alimentazione sana, biologica, alimenti senza glutine e integratori. Adoro i loro prodotti, che sto testando giorno per giorno. Pochi giorni fa, con lo zucchero di canna bio Sarchio ho preparato un ottimo sciroppo alla lavanda, oggi invece vorrei parlarvi della mia merenda leggera, non posso sempre nutrirmi di dolci ricchi di grassi, devo ammettere di tenerci parecchio alla linea e alla leggerezza, quindi la mia merenda di oggi pomeriggio è composta da gallette di mais biologiche Sarchio a basso contenuto di grassi e senza glutine con un velo di miele dorato d'acacia, sempre biologico, ma cosa importantissima, si tratta di miele italiano e non di miscele estere! E' sempre importante stare attenti alle etichette e documentarci sui cibi che mangiamo e Sarchio trovo sia una garanzia di fiducia. Presto pubblicherò altre ricette con questi ottimi prodotti!


Gallette di mais e miele di acacia biologico Sarchio, due ottimi prodotti per una sana merenda, colazione o spuntino! Nelle prossime ricette vi darò qualche suggerimento su come abbinare queste gallette, che reputo un valido sostituto al pane, con creme spalmabili, confetture, cioccolato e cibi salati!




Alla prossima ricetta con i fiori!


Virginia









lunedì 12 marzo 2012

Muffin al cioccolato, lavanda e cardamomo



Rubrica: In cucina con dolcezza e fiori
Muffin al cioccolato, lavanda e cardamomo

La voglia di lavanda prende il sopravvento a tal punto che non potevo esimermi dal provare questo abbinamento, che trovo molto elegante. Piccoli baccelli di cardamomo dimenticati a lungo in un barattolo al buio, riprendono vita come un piccolo tesoro nascosto e ritrovato dopo tanto tempo. L’aver dimenticato quel profumo  balsamico e lievemente agrumato, rende questa scoperta quasi nuova, come un momento felice vissuto per la prima volta. Un abbraccio improvviso, che si trasforma in un bacio magnetico inaspettato e un piccolo accenno di malinconia con una celata consapevolezza che tale momento rimarrà unico nel tempo… Conoscerne gli ingredienti e la ricetta fanno si che quest’incantesimo possa ripetersi ancora. Avete il vostro barattolino con lo sciroppo di lavanda? Se la risposta è si, non dovete fare altro che dargli l’onore di essere accolto con gentilezza dal cioccolato, andranno subito d’accordo e da questo momento in poi, i loro incontri diventeranno appuntamenti fissi, magari accanto ad una tazza di caffè d’orzo fumante o del tè nero speziato.

Ingredienti per 12 muffins:
  • -   125g di farina di riso
  • -   200g di sciroppo di lavanda
  • -  120g di burro
  • -  220g di cioccolato fondente
  • -  1 cucchiaino di lievito per dolci
  • -  2 uova intere + 1albume
  • -  3 baccelli di cardamomo
  • - - 1 pizzico di sale



Fondere il burro con il cioccolato, in microonde o bagnomaria. Aprire i baccelli di cardamomo e schiacciare, polverizzare, aiutandovi con un mortaio, i semini interni ed incorporarli al cioccolato fuso. Unire lo sciroppo di lavanda al cioccolato, mescolare delicatamente con un mestolo in legno, incorporare un uovo per volta ed il pizzico di sale, alternando con la farina e il lievito, setacciandoli. Infornare a 170’ per 20-25 minuti circa nell’apposito stampo per muffins. L’impasto rimarrà umido e fondente. Fate raffreddare o intiepidire e servite. L’impasto rimarrà molto morbido e umido, si formerà una leggera crosticina in superficie, molto piacevole, che tenderà a sgretolarsi un po'.

Ho avuto l’idea di unire il cardamomo alla lavanda, una piccola ispirazione del momento, molto gradita ai miei critici casalinghi, nonostante un simile miscuglio di sapori, questi muffins conquistano al primo morso, anche i più scettici. Non contengono glutine per la presenza della farina di riso. Adoro la consistenza che questa farina dona agli impasti, si tratta di un impasto fondente, il cuore rimane parecchio umido e si scioglie in bocca. Hanno passato la prova "sorellina", quindi il test è da ritenersi molto valido. Se piacciono a lei, che di solito è molto severa e dai gusti molto semplici, saranno graditi da molti. Provateli e sarò felice di conoscere le vostre impressioni a riguardo.

Vi invito ad unirvi alla pagina facebook di Dolci Magie, anche lì potrete essere aggiornati sul blog, ricevere consigli e ricette.

Nuovi premi:
Infine come dicevo in un post precedente, ringrazio Chiara e Ary/Enza per aver premiato questo blog con due premi bellissimi che potrete vedere cliccando nella sezione premi. Ringrazio anche Creandoconilcuore per aver premiato il mio blog con il Blog Award Backlog. Per motivi di tempo, pubblicherò successivamente i blog che desidero premiare, scusatemi, ma tra le tante cose da fare, il tempo vola e sembra non essere mai abbastanza.

Siete ancora un po' curiosi su come poter utilizzare lo sciroppo di lavanda? Continuate a seguire questa rubrica e ci saranno ancora delle belle novità!

Alle prossime ricette floreali...

Virginia 

venerdì 9 marzo 2012

Sciroppo alla lavanda bio



La mia prima Rubrica:
In Cucina con dolcezza e fiori... 


Sciroppo alla lavanda bio
e la prima collaborazione: Sarchio
La primavera sembra esser sempre più vicina, ieri il sole era come un surreale miraggio, dopo una lunga notte di vento, tempesta, fulmini violacei e piccole sfere di ghiaccio che ricoprivano la città come fosse una nevicata improvvisa. Finalmente un po' di quiete per poter sentire che tutto ritorna alla normalità. Il cinguettio degli uccellini, lo scricchiolio di una serranda invecchiata dal sole, il profumo di un buon pranzetto (sarà la vicina di casa) che viaggia con il leggero vento di marzo ed arriva fin qua, quasi come un avvertimento all'avvicinarsi dell'ora del pranzo, ed è così che mi è venuta voglia di preparare uno sciroppo un po' insolito, che racchiude in un barattolo tutto il profumo della primavera e dell'estate. Sembra quasi superfluo dire quanto io ami la lavanda, il suo colore, il suo profumo. Sono convinta di aver vissuto una mia vita passata serena e felice in una zona della Provenza, in Francia, in epoche passate, di aver respirato il profumo di quei campi immensi e colorati. Avevo in casa dei fiori biologici essiccati di lavanda, chiusi in un grande barattolo di vetro trasparente, quelli che utilizzo a volte in aggiunta alle varie erbe per i miei infusi, intrugli ed esperimenti. Ho pensato subito allo sciroppo di lavanda, avevo voglia di sentirne il profumo, avevo voglia di preparare qualcosa che contenesse quei dolcissimi fiori e qualcosa per profumare una nuova ricetta.


Da Oggi inizio una bellissima Collaborazione all'insegna della qualità biologica con un'azienda che da oltre 25 anni si occupa di diffondere la cultura del biologico e che ci è riuscita benissimo creando prodotti di ottima qualità. Si tratta dell'azienda Sarchio che ringrazio per avermi scelta. Sono felice di realizzare delle ricette sane, golose e bio con i loro prodotti.
Ingredienti per il mio sciroppo di lavanda bio:
- 500ml di acqua
- 400g di zucchero di canna bio Sarchio
- 10g di fiori secchi di lavanda bio


Fare bollire acqua e zucchero per 20 minuti circa, in un tegame dal fondo spesso, a fuoco dolce. Trascorso questo tempo versate i fiori di lavanda e continuate la cottura dello sciroppo per altri 10-15 minuti. Togliete dal fuoco e lasciate i fiori in infusione altri 10 minuti, infine filtrate e lasciate raffreddare. Conservate in barattoli di vetro, a chiusura ermetica, in frigorifero, si conserverà fino a 5 o 6 mesi.


Notizie sullo zucchero:
Lo zucchero di canna bio Sarchio è uno zucchero cristallino dal colore dorato/ambrato, il colore è dato dalle tracce di melassa naturalmente contenute nei granelli. Non essendo raffinato, conserva le sue proprietà nutritive e sali minerali.


Sapevate che lo zucchero semolato che comunemente utilizziamo contiene residui di calce? Si, proprio la calce che si utilizza nell'edilizia, in piccolissime quantità serve a sbiancare lo zucchero che comunemente noi utilizziamo e ingeriamo.



Con questa ricetta inizio la mia prima Rubrica di ricette con ingredienti biologici, preparazioni sia dolci che salate che comprenderanno tra i loro ingredienti i fiori. Ricette profumate e colorate. Seguitemi e scoprirete le prossime ricette, ma soprattutto scoprirete come utilizzare lo sciroppo di lavanda.


A presto,


Virginia 

giovedì 8 marzo 2012

Blinis all'avena, indivia e pere dorate al miele



Blinis all'avena, indivia, pere dorate al miele in crema di feta e piuma croccante al parmigiano


La dolcezza delle pere che contrasta con il lieve retrogusto amarognolo dell'indivia, ingentilito dal miele ed una riduzione di aceto balsamico. Cremosità e morbidezza ottenuta dalla crema di feta, lievemente speziata e infine una cialda croccante al parmigiano tramutatasi in piuma per poter volare con un soffio di vento avvicinandosi delicatamente alle labbra di chi gioiosamente l'assaggerà.
A prima vista potrebbe sembrare un po' insolito come abbinamento.
Mettere in moto le idee per creare una ricetta adatta ad un interessantissimo contest, che fino a poco tempo fa pensavo fosse una cosa molto difficile, ma una volta superato il "blocco" le idee iniziano a scorrere come fiumi impazziti. E' con molta gioia che partecipo al contest di Ambra, elegantissima e romantica foodblogger in collaborazione con la casa editrice Malvarosa. Gli ingredienti principali per la ricetta di questo mese sono pere e indivia ed io, come molte altre, ho iniziato a pensare al tipo di ricetta da realizzare, quindi, se vi piace provare qualcosa di nuovo, adorate i contrasti e la morbidezza, questa è la ricetta che fa per voi!


Ingredienti:


Per circa 10 blinis medio-piccoli:
- 80g di farina di avena integrale
- 50g di farina 00
- 2 uova medie
- 150ml di latte
- 1 cucchiaino di lievito per torte salate
- 2 pizzichi di sale
- 1 noce di burro per ungere la padella in cottura

Separare i tuorli dagli albumi. Montare a neve gli albumi con un pizzico di sale e tenere da parte. Montare i tuorli con un pizzico di sale e incorporare delicatamente il latte alternandolo alle farine setacciate e miscelate precedentemente al lievito. Infine aggiungere gli albumi mantenendo un tocco delicato, per non farli smontare. Preparate una padellina antiaderente o una piastra per le crèpes, fatela scaldare, ungetela con il burro e versate il composto con un mestolo cercando di creare una forma tonda, un pò come si fa con i pancakes. Fate cuocere qualche minuto prima da un lato e poi dall'altro, fino a doratura.


Per la crema di feta:
- 80g di feta
- 30 grammi di panna fresca leggermente montata
- 1 pizzico di pepe nero appena macinato
- 1 pizzico di noce moscata

Schiacciate la feta con una forchetta e cercate di renderla cremosa aggiungendo gradualmente la panna fresca e infine le spezie. Tenete in frigo fino al momento di comporre il piatto.


Per la farcia di pere e indivia:
- 2 pere medie
- 1 cespo di indivia belga
- 2 cucchiai di miele di acacia (o di castagno se amate un gusto più persistente)
- 50ml di aceto balsamico
- 1 spicchio d'aglio (facoltativo)
- sale q.b.
- 60g di burro


Lavate le pere. Sbucciatene una e tagliatela a dadini. La seconda pera sarà tagliata a fettine mantenendo la buccia. Fate dorare per pochi minuti, entrambe le pere in una padella antiaderente con 30g di burro circa ed un cucchiaio di miele. In un altro tegame fate rosolare l'indivia con uno spicchio piccolissimo di aglio (che andrà eliminato) ed una noce di burro per pochi minuti. Fate ridurre l'aceto balsamico in un tegame a fuoco lento con un cucchiaio di miele, fin quando diventerà quasi uno sciroppo.


Per la cialda di parmigiano: 
- 50g di parmigiano grattugiato


Versare il parmigiano grattugiato in una padella antiaderente e far scaldare a fuoco lento fino a quando sta per sciogliersi e prelevare la cialda con una pinza per alimenti modellandola fin quando è calda. Per fare quest'operazione bisogna essere rapidi.


Assemblare il piatto:


Dopo aver tenuto in caldo i vari ingredienti assemblare iniziando da un cucchiaino di crema di feta sul fondo del piatto, appoggiare sopra un blinis, poi un altro strato di crema di feta, pere a dadini e indivia saltata. Finire con un altro blinis ed un piccolo ciuffo di crema alla feta. Decorare con una fettina di pera dorata, una cialdina di parmigiano, qualche goccia di riduzione all'aceto balsamico e servire subito!




Qualche curiosità:
I blinis sono simili a dei pancakes salati, ma di origine russa, venivano preparati alla fine dell'inverno e serviti con panna acida e salmone. Li ritengo ideali per un antipasto sfizioso e preparati in versione mini sono un simpaticissimo finger food!


Con questa ricetta partecipo al contest Piccola Bottega di Campagna
de Il Gattoghiotto e Malvarosa Edizioni,
come annunciato all'inizio del mio post.


Ultima notizia: ieri ho ricevuto due nuovi premi da due bloggers che ringrazio moltissimo e nel prossimo post saprete di cosa si tratta.

martedì 6 marzo 2012

Torta all' arancia e profumo di cannella


Torta all'arancia e profumo di cannella

Sono giorni o quasi due settimane ormai che questa simpaticissima influenza o raffreddore non vuole proprio abbandonarmi e così va via la mia voce. Non potrò parlare per un po' di giorni, ma importa poco, visto che sarò costretta a starmene "rinchiusa". Il bello di queste mie vicende sta nel fatto che proprio adesso che vorrei riprendere a cantare come facevo prima, non potrò farlo subito e dovrò attendere ancora. Quindi mi sono promessa di non pensarci per adesso ed ho iniziato a progettare la mia merenda consolatoria. Volevo un dolce che fosse leggero, profumato, semplice e veloce da realizzare, ma soprattutto che contenesse l'arancia e la cannella, che in caso di influenza, come tutti sappiamo, sono un ottimo rimedio naturale. La mia merenda vitaminica di questo pomeriggio comprendeva una (ma anche due) fetta di torta, un bicchiere di spremuta d'arancia ed un caldo infuso all'arancia, cannella e miele, il tutto pensato e progettato per il mio stato bisognoso di vitamine. Non amo particolarmente imbottirmi di strane pilloline chimiche per far passare ogni dolore o fastidio. Adoro i rimedi naturali, anche se in alcuni casi estremi non si può dir di no alla medicina classica. Il mio corpo mi dice di non esagerare con gli zuccheri, oltre a tenerci alla linea, mi sono accorta che superata una moderata soglia di dolcezza ingerita, inizio ad avere dei piccoli puntini rossi su collo e petto, che possa essere una forma di allergia? Tutto è possibile, ma anche nel peggiore dei casi, questo non mi separerà dai miei cari dolcetti. Magari eviterò di nutrirmi di zucchero, troverò delle alternative, ma non il piacere di modellare, decorare, preparare e farcire! Ma adesso non pensiamo in modo catastrofico! E' ora di una nuova ricetta, prendete carta e penna! Mi piaceva l'idea dirlo, vi siete accorti che non lo dice più nessuno? Siamo diventate tutte un po' tecnologiche, dimenticandoci del rumore di un foglio di carta che scivola tra le dita e in pochissimi ci si scrive ancora delle lettere, tanto ormai si fa tutto con la posta elettronica. Sarò anche un pò "antica" ma il momento dell'attesa di una lettera scritta a mano, il profumo della carta da lettere, poterla annusare come lo si fa con un libro appena acquistato, sono quei piccoli attimi di intimità tra noi ed il segreto che stiamo per leggere, frammenti di attimi che la tecnologia non può sostituire. Ho la fortuna di avere un piccolo scrigno con dentro le mie lettere  del cuore, ricevute negli anni passati, rileggerle è come tornare indietro nel tempo e dare vita ad immagini e periodi che sembravano essersi cancellati dall'angolo dei ricordi. 

Ingredienti:

- 300g di farina 00
- 250g di zucchero
- 4 uova medie
- 200g di yogurt magro
- 180ml di olio di semi di girasole
- 180ml di succo d'arancia appena spremuta
- vaniglia
- 1/2 cucchiaino di cannella
- scorza grattugiata di un'arancia
- 1 bustina di lievito per dolci
- un pizzico di sale


Preparazione:
Separare i tuorli dagli albumi. Montare i tuorli con metà zucchero,  il pizzico di sale e la vaniglia. Montare a neve gli albumi con il resto dello zucchero e tenere da parte. Incorporare ai tuorli lo yogurt miscelato precedentemente al succo d'arancia  e l'olio,  mescolare delicatamente e unire il lievito alla farina e setacciare delicatamente  nell'impasto alternando con gli albumi montati a neve, infine aggiungere la cannella e se occorre, 3-4 cucchiai di latte.
Infornare a 170' preriscaldato per circa 45 minuti, o comunque quando, dopo aver fatto la prova dello stecchino, esso rimarrà asciutto. 
Tenete conto che questo impasto tenderà a mantenersi umido per il contenuto dell'arancia ed i bordi della torta si coloreranno parecchio sembrando quasi abbrustoliti, ma  è una reazione naturale dovuta al contenuto dell'arancia nell'impasto. Inoltre consiglio di non superare troppo le dosi di succo d'arancia, altrimenti si crea uno squilibrio nelle dosi dell'impasto e l'acido citrico contenuto nell'arancia farà reazione con il resto degli ingredienti ed il vostro impasto diventerà una specie di mattonella raggrumata, come se non fosse cotto bene.  Ci sono molte ricette nel web che dicono di usare il succo di 2 o 3 arance, ma le arance possono avere misure differenti e contenuto di succo diverso, quindi è più affidabile misurare la quantità di succo. Altrimenti il risultato della torta sarà sempre diverso.

Una torta leggera sia a merenda che a colazione. Che io ho decorato con uno sciroppo ottenuto con altro succo d'arancia (spennellandone la superficie) zucchero e decorato con fettine d'arancia caramellate.



Per il mio infuso: scorzetta d'arancia ed una piccola stecca di cannella in acqua quasi bollente e dolcificato con miele biologico ai fiori d'arancio. Proprio una giornata arancione!


Alle prossime ricette, con la speranza che la voce torni presto!

domenica 4 marzo 2012

Lemon Chiffon pie - Tarte Chiffon au Citron e ricetta Lemon Curd



Delicatissima torta al limone, con un nome 

sia inglese che francese. 

Voi quale scegliereste?

Una lemon curd avanzata, qualche idea per la testa, voglia di un dessert che coroni il fine pasto in delicatezza e leggerezza, anche se non proprio un dolce dietetico, ma l’importante è crederci, credere fino in fondo che lo sia, per abbandonare ogni senso di colpa, lasciandosi conquistare da tre strati di consistenza che varia gradualmente, come una mousse e bavarese resa soffice da piccole colline di panna montata e croccanti frammenti di meringa che appena cotta vi si adagiano sopra in caduta libera, immaginando di possedere l’eleganza di una libellula che si avvicina alla sua rosa. Da qualche anno ero incuriosita da questa torta, ma abbandonai l’idea di prepararla per via del procedimento che mi sembrò un po’ lungo, per non parlare dell’utilizzo del termometro da cucina, indispensabile per portare lo sciroppo di zucchero a 121 gradi, che prima non possedevo. Si trovano le più svariate ricette e varianti di questa torta in rete, anche più semplici da preparare, ma perché cimentarsi solo in cose semplici? E’ anche bello rischiare ogni tanto, provare il “brivido” della sfida con se stessi e dopo esserci riusciti è bello poter dire: “Però, mi sembrava più difficile”, dopo aver creato piramidi di ciotole di varie forme, sbuffetti di farina qua e la, mestoli, spatole e tanto altro che silenziosamente se ne stanno li immobili in attesa che qualcuno (io) li lavi. La primavera si avvicina e mi piace il profumo di questo dolce, è come un preludio all’estate. Avrei anche potuto “italianizzare” il nome scrivendo torta al limone, ma suonerebbe troppo banale e non darebbe l’immagine di morbidezza. Quindi ho scelto sia il nome francese di questo dolce,  che trovo abbia un suono molto elegante e quello americano, che mi fa pensare ad una bakery divenuta ormai famosa nel mondo grazie al cinema, sto parlando di Magnolia Bakery o comunque di tutte quelle bakery con uno stile molto simile. Per chi non lo sapesse, le bakery in Inghilterra e America soprattutto, sono molto comuni, corrispondono alle nostre pasticcerie, ma includono anche impasti lievitati come il pane e spesso prevedono anche la vendita di cibi salati oltre che dolci. Ovviamente troveremo dolci differenti da quelli a cui siamo abituati in Italia, ma pare stia diventando una vera e propria moda imitarli, nonostante ci siano persone che non apprezzano l’idea del dolce in stile americano, etichettandolo come dolce di scadente qualità o “buffonata” senza sapere esattamente di cosa si tratti. Io penso invece che prima di etichettare, sarebbe meglio provare ad assaggiare e verificare la qualità degli ingredienti. Trovo che ci sia molta arte nel saper maneggiare e modellare la pasta di zucchero, nell’aver buon gusto ad accostare i colori, nel creare un design equilibrato senza trascurare il gusto e la qualità degli ingredienti della base del dolce o torta. Un dolce deve essere sia bello che buono. E non è detto che le cosiddette “americanate” siano sempre di scadente qualità o di solo effetto scenico, è bene fare un’accurata selezione e saper scegliere gli ingredienti, visto che anche nei laboratori di pasticceria italiani (non tutti, ma la maggior parte purtroppo si) che tanto si vantano di utilizzare ingredienti di qualità, poi in realtà di qualità c’è ben poco. Per velocizzare ci si aiuta molto con semilavorati, per non parlare di quanti additivi chimici, stabilizzanti e grassi idrogenati sono presenti in impasti e creme. 
Bando alle chiacchiere, passiamo alla ricetta:


Ingredienti:

Per la pasta brisèe:
- 140g di farina 00
- 80g di burro freddo
- 30ml di acqua molto fredda
- 1 pizzico di sale

Impastare bene gli ingredienti in una capiente ciotola, facendo attenzione a non riscaldare troppo con le mani l'impasto. Formare un panetto e far riposare 30 min. in frigo. Questo impasto sarà sufficiente a ricoprire una teglia di 18 cm di diametro. Stendete l'impasto dopo il riposo e infornate a 170' per circa 20-25 min bucherellate il fondo della pasta brisèe e proteggetelo con un pò di carta forno e legumi secchi per non farlo bruciare.

Per la lemon curd:
- 200ml di succo di limone filtrato
- 200g di zucchero
- la scorza grattugiata di 2 limoni non trattati
- 80g di burro
- 3 uova intere+due tuorli
- 1 cucchiaio di amido di mais
- un pizzico di vaniglia

Questa ricetta è una mia modifica, visto che quelle trovate in rete dopo averle provate non corrispondevano esattamente al risultato che volevo ottenere.
Sciogliete l'amido di mais nel succo di limone. Sciogliete a bagnomaria il burro mescolandolo allo zucchero. Quando saranno amalgamati aggiungete le uova che avrete sbattuto leggermente precedentemente, mescolate bene e incorporate il succo e le scorze di limone.Continuate a mescolare facendo attenzione che l'acqua del bagnomaria abbia solo un accenno di bollore. Mescolate fino a che la crema si addensa, ma rimarrà morbida, è la caratteristica della crema inglese. Appena pronta, filtrate la crema con un colino a maglie fitte.

Per la bavarese al limone:
- 250g di lemon curd+3 fogli di gelatina
- 3 albumi
- 1 cucchiaio d' acqua
- 80g di zucchero
- 300ml di panna fresca 

Mettete a bagno la gelatina in una ciotola con acqua fredda e attendete che si ammorbidisca. Dopo 5 minuti strizzatela e incorporatela alla lemon curd ancora calda e mescolate bene fino a che si sciolga. Fate raffreddare la lemon curd. Adesso preparate la meringa all'italiana creando lo sciroppo di zucchero, per questa operazione vi servirà un apposito termometro da cucina. Versate lo zucchero in un tegame con il cucchiaio d'acqua e fate cuocere il caramello monitorando la temperatura. Nel frattempo iniziate a montare gli albumi in planetaria o con un frullino elettrico. Quando lo sciroppo arriverà a 121 gradi sarà il momento di spegnere il fuoco e lo verserete a filo sugli albumi continuando a montare ancora per qualche minuto, fin quando saranno quasi freddi. Quest'operazione è importante perché permette non solo di dare stabilità alle uova, ma in questo modo elimineremo la carica batterica e potremo tranquillamente utilizzarli anche nei semifreddi senza rischi per lo stomaco! E' quindi un modo per sterilizzare. se così si può dire, le uova. Incorporate delicatamente la meringa all'italiana, poco per volta, alla lemon curd raffreddata. Montare la panna con un cucchiaio di zucchero a velo. Incorporate 4 cucchiai di panna al composto. Il resto vi servirà per la superficie. Componete il dolce versando il composto alla lemon curd all'interno della pasta brisée precedentemente preparato, livellate bene e distribuite la panna sulla superficie.
Decorate a piacere con scorzette di limone o come ho fatto io, frammenti di meringa, che avevo preparato precedentemente e che purtroppo non ho potuto fotografare a causa della loro bontà...sono sparite in pochi minuti! lasciate riposare la torta in frigorifero per almeno 2 ore, per permettere alla gelatina di rendere più compatto il dolce e servite! Questa volta sono stata un po' meno precisa e raffinata con il decoro della torta, ma volevo che l'aspetto fosse molto soffice, spumoso e soprattutto facilmente realizzabile da tutti.

Anche per questo fine settimana vi lascio una dolce ricetta ed io vado a mangiarne una fetta!






venerdì 2 marzo 2012

Traditional Soda Scones - Scones tradizionali irlandesi, inglesi o scozzesi?


Scones irlandesi, inglesi o scozzesi? Un bel dilemma!


Entrambi si contendono la creazione di questi dolcetti, che pare abbiano origini molto antiche. Una leggenda parla di un re scozzese, che venne incoronato in una città di nome Scone, vicino un'abbazia, mentre era seduto su di una pietra tonda che secondo lui gli portò fortuna. Da quel giorno ogni re volle essere incoronato in quel luogo e seduto su quella pietra, che fu chiamata "la pietra del destino". Il fascino di una leggenda, racchiude in se un pizzico di magia e mistero, la stessa magia che trasmettono quei bellissimi luoghi. Anche se non ho ancora visitato la Scozia e l'Irlanda, ho avuto modo di visitare un piccolissimo angolo di Inghilterra. Come rimanere indifferenti a tutte quelle distese verdi, i castelli, le case in stile vittoriano, i fiori e i dolcetti per l'ora del tè? Ricordo di aver bevuto un ottimo tè biologico in foglie, in una piccola e deliziosa sala da tè in stile shabby, nella quale si potevano annusare e guardare le miscele prima di sceglierle. Inizialmente avrei scelto tutte, erano così attraenti quei colori, i petali dei fiori, le spezie; Alla fine ricordo che scelsi una miscela di tè verde bancha (con foglie pressate) petali di rose, lavanda, e dei frutti essiccati di cui non ricordo il nome. Ad accompagnare quel tè delicatissimo scelsi di assaggiare queste focaccine dolci, gli scones, che mi vennero serviti con double cream (doppia panna) e strawberry jam (confettura di fragole) erano davvero deliziose, tanto che a distanza di tempo, la nostalgia mi ha portata a provare di riprodurli in casa! Non siete curiosi di sapere quale altro dolcetto ho mangiato dopo i miei scones? Pensavate mi fossi limitata solo a queste dolcezze?! Insieme al tè mi servirono dei biscottini semplici al burro, ma io non resistetti proprio ad un'alzatina da dolce che faceva capolino nella piccola vetrina vicino la cassa, nella quale c'era sopra un'irresistibile devil's food cake, avete capito di quale torta parlo? Una layer cake con tanto cioccolato che presto preparerò, non posso astenermi dal cioccolato, se questa torta ha riscosso parecchio successo nel Mondo, un motivo ci sarà! E'davvero favolosa sia nell'aspetto che nel gusto. Ma adesso torniamo agli scones: vi ho parlato della leggenda scozzese, ma è giusto aggiungere che il loro nome pare abbia anche origini olandesi e tedesche, quindi di preciso non si conosce il luogo d'appartenenza. Solitamente nell'impasto vengono aggiunte delle uvette essiccate (facoltative), ma facendo delle ricerche, in passato venivano preparate con aggiunta di farina d'avena integrale. Io personalmente in Inghilterra le ho mangiate sia con le uvette che senza e mi piacciono in entrambe le versioni.
Adoro preparare dolci riscoprendo dei sapori un po' antichi, utilizzando farine e zucchero integrali. Per questa ricetta mi sono voluta ispirare alla ricetta che io ritengo più fedele a quelli che si preparavano centinaia di anni fa, quando ancora non esistevano lieviti chimici, si usavano le farine integrali e questi dolcetti venivano cotti in delle piastre roventi, in antiche cucine a legna o in forni a pietra e con quel profumo di legna che bruciava e si consumava lentamente, di sicuro conferivano all'impasto una nota lievemente affumicata naturale così piacevole al palato da renderli unici.


Ingredienti:


- 300g di farina 00
- 100g di farina di avena integrale
- 2 cucchiaini scarsi di bicarbonato
- 1/2 cucchiaino di sale
- 70g di burro
- 80g di zucchero di canna
- 250ml di latticello


Qualcuno si chiederà cosa sia il latticello e dove procurarlo. 


Il latticello è quel liquido che resta dopo la separazione della parte grassa quando si prepara il burro. Potrete farlo anche in casa, visto che non è comune trovarlo nei supermercati, visto che in Italia è poco usato nelle ricette, vi assicuro che esso è indispensabile per dare un'incredibile morbidezza agli impasti. Se desiderate prepararvi il burro in casa, basterà montare la panna fresca fino al punto in cui essa "smonterà" a quel punto non abbiate paura, la parte grassa si separerà e resterà un liquido, quello sarà il latticello che potrete utilizzare in questa ricetta. La parte grassa invece, dopo averla filtrata dal liquido, sarà il vostro burro, compattatelo e avrete il vostro panetto! 
Per ottenere 250ml di latticello e 250g di burro, vi serviranno 500ml di panna fresca. E' semplicissimo e sarà una bellissima soddisfazione preparare in casa il vostro burro. Provate e fatemi sapere! 
Per preparare gli scones basterà impastare tutti gli ingredienti in una ciotola e aggiungere poco per volta il latticello fino ad avere una consistenza morbida e non troppo appiccicosa, se riterrete opportuno aggiungere altro liquido, aggiungete del latte. Una volta formato il panetto, fatelo riposare per 30 minuti circa, dentro la ciotola, coperto da un tovagliolo di cotone, al fresco. Trascorso il tempo, stendete l'impasto con uno spessore di 2cm circa e con un taglia pasta create i vostri scones. Spennellate la superficie con il latticello se vi è avanzato, aiuterà ad avere una superficie dorata e croccante.
Infornate a 170' per 20 minuti circa. La consistenza degli scones è un misto tra un biscotto morbido e una focaccina. Chiusi in una scatola di latta si conservano bene per qualche giorno.


Per un tea time in pieno english style, accompagnate i vostri scones con della confettura di fragole e panna fresca lievemente montata (loro utilizzano la doppia panna, che è molto più gustosa della nostra, ma anche più grassa e qui in Italia non è facile da trovare) oppure un'altro accompagnamento tradizionale è questa delicatissima crema inglese al limone che ho utilizzato io, diversa dalla nostra classica crema pasticcera, molto più profumata e di consistenza più morbida, si chiama Lemon Curd ed è anche definita Lemon Cheese, per il suo sapore acidulo che ricorda quasi un formaggio cremoso, quello usato nella cheesecake.
Dopo averla preparata ne è avanzata un pò, la conservo in frigo e sarà il mio ingrediente base per il dolce di domani. Spero di avervi incuriositi! Al prossimo dolce!